Ciao!
Questa volta ti parlerò delle BUCHE STRADALI!
Capita spesso di prendere in pieno delle buche stradali, che il più delle volte causano danni sia ai veicoli che alle persone.
Di chi è la responsabilità, a chi chiedere il risarcimento?
Ebbene, d’ora in poi chi si farà male cadendo, ad esempio, da un motociclo, in seguito ad un incidente dovuto ad una buca del manto stradale, una crepa, delle sconnessioni, potrà non vedersi riconosciuto il risarcimento del danno da parte del Comune, se il Comune stesso riesca a dimostrare che il danneggiato ne fosse a conoscenza.
Nello specifico, il Comune non è responsabile di cadute dovute a buche del manto stradale quando la strada è nota al danneggiato.
Quando è ammesso il risarcimento?
Per ottenere il risarcimento, il danneggiato dovrà dimostrare che non era a conoscenza della cattiva manutenzione stradale e che, quindi, non si tratterebbe di un percorso abituale. Non basta più, dunque, che il cittadino caduto nella buca dimostri l’esistenza di un pericolo occulto sulla strada, non evitabile con l’ordinaria diligenza.
La Suprema Corte di Cassazione ha confermato un orientamento che, ad oggi, rischia di stravolgere i princìpi della "responsabilità oggettiva", quella cioè che fa capo ai Comuni per i danni provocati dalle imperfezioni della strada come buche, crepe, avvallamenti, sconnessioni, aperture di tombini, gradini rotti, marciapiedi con le mattonelle divelte, ecc.
Infatti, dalla sentenza analizzata, si evince che il proprietario o gestore della strada non ha responsabilità per cadute dovute a buche se le condizioni del manto stradale sono già note al danneggiato.
In buona sostanza, tutte le volte in cui la caduta avviene vicino casa o lungo un percorso frequentemente prescelto dalla vittima (come quello casa/lavoro), non si può parlare di alcuna insidia o trabocchetto stradale (unico presupposto in presenza del quale scatta il risarcimento): l’utente, in queste ipotesi, è di fatto sufficientemente in grado di conoscere le imperfezioni o l’eventuale stato di dissesto della via e, quindi, di scegliere percorsi alternativi.
Pertanto, ad oggi, per ottenere il risarcimento di un danno causato da una buca stradale, bisogna superare la "presunzione di conoscenza del pericolo" tutte le volte che la strada sia nota al danneggiato perché l'ha già percorsa altre volte.
Sebbene il Codice Civile stabilisca che il risarcimento è dovuto in via automatica, da oggi il cittadino dovrà invece dimostrare di non aver mai avuto conoscenza del pericolo per non aver in precedenza percorso la stessa via.
Un principio assurdo, dal momento che una persona, solo per il fatto di abitare in una certa zona e di sapere che la strada sia dissestata, rischia di non essere risarcita in caso di sinistro.
Te ne parlerò mercoledì 14 Marzo, alle 11.10, su Radio Spazio Blu.
Avv.Michele Ferrara
www.sosutenticonsumatori.it

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